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Parallel Session è la nuova rubrica CBItalia che da quest’anno si affianca alla consueta voce istituzionale che ogni mese vi racconta le ultime news e attività che gravitano intorno a CBItalia, ai suoi Soci e al MICE italiano in generale. Una rubrica i cui contenuti saranno curati ogni volta da un membro diverso del nostro staff che tratterà di argomenti specifici, legati alle proprie aree di expertise, con l’obiettivo di fornirvi nuove, diverse prospettive sul nostro amato settore.

Da una parte c’è chi evita l’argomento e preferisce non parlarne, dall’altra invece c’è chi segue religiosamente ogni edizione del TG di giornata; chi disegna la curva dei contagi e chi proprio non riesce a fare finta di niente… Ma come si può far finta di niente?

Il 9 marzo e il 18 maggio 2020 sono due date che sicuramente rimarranno impresse nelle nostre menti a lungo, date che ritroveremo nei libri di storia e che hanno determinato gli interminabili 69 giorni del primo lockdown in Italia.

Vi siete mai fermati a chiedervi se noi, dopo tutto quello che abbiamo passato, siamo cambiati? Io sono cambiata? Il nostro settore è cambiato? Si/No/Forse/Non sa/Non risponde: a voi la scelta. Resta il fatto che è stato un avvenimento veramente collettivo, globale; una situazione condivisa a cui tutto il pianeta ha preso parte, seppur in misure diverse.

Ma esattamente, noi del MICE, settore che ci sentiamo di dire sia stato generalmente dimenticato anche dalle Istituzioni, come ci siamo comportati?

Allo scattare del lockdown abbiamo tutti vissuto una FASE 0, rappresentata da smarrimento e paura per un qualcosa che ancora non avevamo ben capito di cosa si trattasse, tanto che sembrava inizialmente destinato a rimanere circoscritto all’Italia. Poco dopo, siamo passati alla FASE 1, la fase del “Reagiamo e rimbocchiamoci le maniche”, dell’”Andrà tutto bene”. E via di digitale: attiva l’account Zoom e improvvìsati Guru dei webinar per delle chiacchiere da caffè del lunedì mattina che facevano rimpiangere le discussioni sul calcio anche a chi non lo seguiva: “Meet? Ma vuoi mettere con Teams?”, “Plebei. Non avrò altro software al di fuori di Webex”, “Tutti col culto del nuovo… Io continuo a usare il buon vecchio Skype!”.

(Tutto d’un tratto sembrava di essere diventati tutti personaggi del nuovo Covid-panettone: “Corsa al digitale” oppure “Fuga dalla realtà”.)

FASE 2: una volta diventati esperti delle varie piattaforme digitali, c’è stato il momento dell’indigestione: tante idee, tanti progetti, troppe idee, troppi progetti… E in ogni riunione le solite scene che a confronto Sisifo era un dilettante: “You are muted/Your camera is off/Sign up to the next webinar/Non riesco a condividere il mio schermo/Vedete tutti le slide?” Argh!!!

Grazie a Dio è però infine arrivata la tanto attesa e necessaria FASE 3, quella del “Fermi un attimo!”; la fase in cui ci si ferma davvero un attimo e si riflette; la fase del progettare, pianificare e sviluppare.

Tutto questo per dirvi cosa? Che, a volte, è necessario passare per la fase 1 e la fase 2 prima di arrivare alla fase 3: se non ci fossimo fermati un attimo ad esaminare attentamente tutto quello che stava succedendo intorno a noi forse non sarebbe mai nata BoxIT, la nuova piattaforma digitale di CBItalia, e io non avrei mai avuto l’occasione e l’onore di intervistare alcuni personaggi illustri della Meeting Industry e non solo!

Perciò, posso dire “lesson learned: there is always a time to stop”: la pandemia ci ha fatto capire che forse prima andavamo anche fin troppo veloci e che forse non ci godevamo a pieno i successi, i traguardi e i momenti per noi, ma guardandoci indietro dovremmo tutti sentirci orgogliosi di quanto abbiamo fatto, di quanto stiamo facendo e di quanto (sempre meglio) faremo.

Torneremo agli eventi in presenza, ai nostri welcome cocktail, ai workshop, alle fiere e ai nostri tanto amati/odiati aeroporti… Nel frattempo, aspetterò con ansia il giorno in cui finalmente potrò riallacciarmi le cinture di sicurezza e prendere il volo, così come ho aspettato per 17 anni la “Reunion” di Friends! (Sperando solo non ci voglia lo stesso tempo! 😉)

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