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Parallel Session è la nuova rubrica CBItalia che da quest’anno si affianca alla consueta voce istituzionale che ogni mese vi racconta le ultime news e attività che gravitano intorno a CBItalia, ai suoi Soci e al MICE italiano in generale. Una rubrica i cui contenuti saranno curati ogni volta da un membro diverso del nostro staff che tratterà di argomenti specifici, legati alle proprie aree di expertise, con l’obiettivo di fornirvi nuove, diverse prospettive sul nostro amato settore.

Settembre. Il secondo dell’era Covid.

Da che ho memoria, la ripartenza di settembre è sempre stato un tratto ben radicato di una cultura, quella mediterranea, che storicamente in agosto ha sempre visto uno spartiacque tra i due segmenti dell’anno: già a partire da luglio tutte le attività gradualmente rallentano, si fermano, per poi ripartire… E via verso il Natale!

Memori della delusione dell’anno scorso, quest’anno non mi pare di percepire nell’aria quella sensazione di ottimismo incondizionato e condiviso, quando ci eravamo illusi che un’estate relativamente tranquilla ci avesse già permesso di archiviare la pratica Covid… Piuttosto un paziente atteggiamento di attesa per vedere come si svilupperà la condizione sanitaria nell’imminente autunno, che di fatto influenzerà fortemente le attività di tutto il MICE in Italia.

Torneremo agli eventi in presenza? Gli eventi ibridi diventeranno semplicemente ‘eventi’? Ci siamo lasciati alle spalle gli eventi solamente online? Tutte domande a cui non c’è risposta, se non un inevitabile “Time will tell”.

Se però guardiamo all’immediato futuro, credo però di poter affermare con discreta sicurezza che ancora per un po’ continueremo a confrontarci con gli eventi virtuali e ibridi… E se così effettivamente fosse, perché non prendere spunto dai migliori? Mi riferisco all’ascesa apparentemente inarrestabile di Twitch e, in particolare, a come tutti gli operatori della meeting industry possono trarre ispirazione da alcune delle caratteristiche del suo successo.

Nel caso non siate familiari con il popolare brand della famiglia Amazon, permettemi di rinfrescarvi la memoria: Twitch è la piattaforma leader a livello mondiale di streaming per content creator prevalentemente videoludici (ma, come vedremo, non solo) che incoraggia e supporta la creazione di community fatta di persone che condividono un interesse comune.

Qualche elemento di contesto: date un’occhiata al seguente grafico, estratto dalla State of the Stream 2020 review, il report annuale pubblicato recentemente da StreamElements, la più importante azienda di analisi e previsione di mercato per quanto riguarda i trend e l’andamento delle piattaforme di streaming online:

 

 

Come si può notare, a partire da marzo 2020, momento in cui il Covid iniziava a costringere più o meno tutto il mondo in isolamento forzato nelle mura domestiche, Twitch ha avuto una crescita enorme, con un incremento quasi del 100% di ore di contenuti visualizzati tra gennaio e dicembre 2020.

Nel 2021, nonostante il graduale allentamento delle restrizioni, le persone hanno comunque spesso preferito rimanere in casa, continuando a contribuire alla crescita della piattaforma di live streaming. Come si può evincere dal quarterly report di giugno 2021, stilato sempre da StreamElements, se il tasso di crescita 2021 si è stabilizzato rispetto al 2020, è comunque costante e in continua crescita:

 

 

Al di là della crescita, uno degli aspetti a mio avviso più rilevanti è che la categoria ‘Just Chatting (o, ‘Quattro chiacchiere’, in italiano), continua a essere la categoria con più visualizzazioni della piattaforma – ben prima anche dei videogiochi più popolari.

 

 

Just Chatting è la categoria che riunisce tutti quei contenuti video avulsi dai videogiochi, come video blog, reality show, ma anche -udite udite!- eventi virtuali.

È diventata per la prima volta la categoria più popolare su Twitch a dicembre 2019 e da quel momento in poi è rimasta al top per la quasi totalità dei mesi successivi, sovvertendo l’idea -finora dominante- che la piattaforma fosse esclusivamente riservata al mondo videoludico.

Doron Nir, CEO di StreamElements, ha affermato in un’intervista con GameDaily che “L’appeal principale di Twitch è la qualità del legame che si viene a creare tra i content creator e il loro pubblico. Date le sue caratteristiche, la categoria ‘Just Chatting’ è il contenitore ideale per ospitare contenuti che consentano uno scambio di idee significativo e più profondo, avulso dai videogame”.

Adesso abbiamo la vostra attenzione?

Passato l’effetto iniziale di novità data dalla transizione verso gli eventi virtuali, comportata dalla pandemia, una delle sfide più dure per tutto il MICE è stata quella di capire come generare contenuti coinvolgenti e rilevanti che dessero ai partecipanti di eventi digitali non solo un buon motivo per partecipare, ma anche per continuare a farlo nelle edizioni future, di fatto fidelizzandoli.

Sulla carta, Twitch ha tutto il potenziale per fornire agli event profs gli strumenti più adatti con cui aumentare il coinvolgimento dei partecipanti agli eventi virtuali -vero e proprio Santo Graal dei nostri tempi.

Abbiamo cercato di individuare alcuni punti in comune condivisi dagli eventi e dagli streamer più popolari su Twitch che penso possano esservi utili come spunto di riflessione:

  • Un piccolo investimento in nuovo hardware fa la differenza. Tutti i principali streamer sono dotati di equipaggiamento tecnico ‘state-of-the-art’ e di set estremamente curati. Anche se non avete il loro budget non vuol necessariamente dire che dovete continuate a utilizzare la videocamera integrata del vostro laptop. Ci sono moltissime alternative valide sia per una videocamera esterna FullHD che per un microfono esterno che costano meno di 100€ e che possono fare la differenza. Regola generale: wireless è figo, cablato è affidabile; integrato è comodo, esterno è migliore. Pro tip: se potete, preferite sempre (sempre!) una connessione cablata, al WiFi.
  • Se c’è una certezza che abbiamo acquisito in questo anno e mezzo di pandemia, è che semplicemente traslare su piattaforme digitali format e contenuti tradizionalmente utilizzati per eventi in presenza non è abbastanza: rispetto alla controparte residenziale, gli eventi virtuali sono principalmente una ‘visual experience’. Quello che fanno, in fondo, gli streamer più popolari su Twitch è mostrarsi mentre giocano ai videogiochi più popolari mentre intrattengono i propri spettatori che interagiscono tramite la chat integrata in ogni stream. A meno che non siate delle vecchie glorie delle sale giochi, vi consigliamo di attenervi a contenuti visivamente piacevoli e graficamente curati che sapete essere per i vostri viewer di forte interesse, aggiungendo “a little bit of surprise, a little bit of storytelling, and a little bit of entertainment” tanto per citare le parole di Bob Vaez, CEO di EventMobi. Non temete poi di inserire in programma argomenti controversi e divisivi: possono essere il sale della discussione ed essere una chiave di successo per l’engagement dei vostri partecipanti virtuali. Pro tip: cercate di limitare il più possibile (anche azzerare!) le slide o materiale di presentazione: sono tanto rassicuranti per i vostri speaker quanto noiose (e poco leggibili) per chi sta guardando.
  • I principali detrattori di Twitch sostengono che guardare qualcun altro fare qualcosa online sia una perdita di tempo… Ma non è questo il punto. Oltre ovviamente a generare introiti, lo scopo ultimo di Twitch è quello di far sentire le persone parte di una comunità incoraggiandone il loro coinvolgimento. Si può dire che non se ne può più di sentire ancora parlare di strumenti di interazione tradizionali (vecchi? Sicuramente superati) come i Live Poll o Q&A tramite SMS? Il vostro obiettivo dovrebbe essere quello di dare ai partecipanti di eventi virtuali la possibilità di effettuare scelte che possono avere un risultato tangibile nell’andamento vero e proprio dell’evento. Vi ricordate l’iniziativa adottata da Visit Faroe Island lo scorso anno, a inizio pandemia, quando ormai era in atto il divieto di viaggiare pressoché in ogni parte del mondo? In una spettacolare e audace campagna di Destination Marketing, l’ente di promozione delle Isole Faroe ha dato a visitatori virtuali la possibilità di effettuare un tour virtuale dell’arcipelago danese, di fatto controllando da remoto -tramite un joystick sui loro device– diverse guide locali equipaggiate con una videocamera montata sul loro elmetto. Davvero un colpo di genio, da utilizzare senz’altro come fonte d’ispirazione nella progettazione del vostro prossimo evento virtuale.

Detto questo, non aspettatevi semplicemente di seguire gli accorgimenti sopra riportati e ospitare l’evento sulla piattaforma per automaticamente ‘fare il botto’. D’altronde non c’è una formula matematica che garantisca il successo di un evento online e rimane la questione di trovare un format interessante con cui attirare potenziali partecipanti.

A seconda delle caratteristiche del vostro evento e del vostro core business, Twitch potrebbe o potrebbe non essere la piattaforma più adatta a ospitare i vostri eventi virtuali. Tuttavia, è giunto però il tempo, soprattutto per il MICE, di smettere di etichettare Twitch come piattaforma ad esclusivo appannaggio del mondo videoludico: si tratta di una vetrina ‘matura’, adatta a raggiungere un pubblico globale in cerca di contenuti esteticamente belli e coinvolgenti.

Date queste caratteristiche, la mia opinione è che si tratti di un’ottima occasione per tutti gli operatori compresi sotto il grande ombrello del Destination Marketing (siano essi leisure, MICE o wedding), che fisiologicamente hanno nel ‘mostrare il bello dell’Italia’ la loro arma di promozione più efficace, di allestire una sperimentale ‘testa di ponte’ che permetta loro l’esplorazione di canali di promozione meno tradizionali.

Insomma: dove la strada non c’è, la si fa.

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