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Parallel Session è la rubrica CBItalia che si affianca alla consueta voce istituzionale che ogni mese vi racconta le ultime news e attività che gravitano intorno a CBItalia, ai suoi Soci e al MICE italiano in generale. Una rubrica i cui contenuti saranno curati ogni volta da un membro diverso del nostro staff che tratterà di argomenti specifici, legati alle proprie aree di expertise, con l’obiettivo di fornirvi nuove, diverse prospettive sul nostro amato settore.

Ultimamente, le nostre telefonate verso chi non sentiamo da un po’ seguono un copione molto simile tra loro:

“Come va?” “Bene, super indaffarati! Non ci stiamo fermando un secondo”.

Gli ultimi sei mesi sono stati l’esatto contrario dei due anni che li hanno preceduti. Lo vediamo nei nostri centri congressi e negli hotel sempre pieni e dalle persone con il badge al collo che hanno ripreso a frequentare il centro delle nostre città.

Quindi la grande preoccupazione è passata: va tutto bene.

Beh, diciamo… Bene, ma non benissimo.

Se, da una parte, questo è lo scenario che è stato a lungo atteso, dall’altro, le telefonate di cui sopra contengono sempre una certa dose di ‘attesa’ (da non confondere con ‘preoccupazione’, dato che ormai gli operatori della meeting industry sono più che abituati e formati a superare qualsiasi avversità).

Vi sono i grandi temi dei nostri tempi, vecchi e nuovi, (il costo dell’energia salito alle stelle, la necessità del MICE di ‘sedurre’ giovani di talento, le crisi politiche internazionali) che ci costringono a gestire il contesto che stiamo attraversando con la massima cautela.

E quindi” – direte voi – “Che si fa?

Credo che una buona base di partenza siano sempre i dati. Nelle settimane scorse abbiamo condotto un sondaggio tra una selezione di clienti europei e statunitensi altamente rappresentativi delle varie anime del settore, con l’obiettivo di capire come fosse cambiata la domanda degli eventi.

I risultati sono stati molto interessanti. In generale, è emersa una volontà condivisa da quasi tutti di sviluppare programmi su scala internazionale (good!) ma, dato ancor più positivo è stato il plebiscito riguardante l’interesse verso l’Italia: tutti i clienti (sul serio, il 100%) hanno confermato che il nostro Paese è una destinazione non solo desiderata ma anche con prospettive concrete di ospitare i loro prossimi eventi!

Il Covid non sembra aver modificato i criteri di scelta della destinazione. Francamente, ci aspettavamo che il tema della sicurezza sanitaria sarebbe entrato nella Top 5 della classifica. Invece, non solo non è presente in classifica… Ma non è mai stato nemmeno menzionato! I criteri ancora più rilevanti rimangono l’accessibilità, il rapporto qualità-prezzo, la presenza di un convention bureau e, chiaramente, la disponibilità di spazi idonei e di qualità.

Abbiamo voluto poi sondare le intenzioni sul numero di eventi (e relativi budget) in programma per i prossimi mesi rispetto ai numeri pre-pandemia. I risultati lasciano aperti molti scenari: metà dei clienti aumenteranno o per lo meno manterranno invariati il numero di eventi; l’altra metà li diminuirà. A farci essere ottimisti è il dato sui budget dove vediamo una propensione al mantenimento o all’aumento nel 75% dei casi. Una riprova la troviamo nella durata stimata degli eventi: non si notano infatti flessioni particolari: oltre il 90% degli eventi si attesterà su una durata tra i 3 e i 7 giorni.

In conclusione: la nostra attenzione dovrà sempre essere massima. Le sfide, specialmente quelle relative alla sostenibilità (non solo ambientale, ma anche economica e sociale) sono e saranno estremamente impegnative. Detto ciò, non lasciamoci scoraggiare perché abbiamo tra le mani un’industria che è ripartita e che, ce lo dicono i dati, non ha alcuna voglia di rifermarsi!

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