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Parallel Session è la nuova rubrica CBItalia che da quest’anno si affianca alla consueta voce istituzionale che ogni mese vi racconta le ultime news e attività che gravitano intorno a CBItalia, ai suoi Soci e al MICE italiano in generale. Una rubrica i cui contenuti saranno curati ogni volta da un membro diverso del nostro staff che tratterà di argomenti specifici, legati alle proprie aree di expertise, con l’obiettivo di fornirvi nuove, diverse prospettive sul nostro amato settore.

Non riesco a fare altrimenti: sono un’ottimista di natura, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e appena inizia a svuotarsi… Lo riempio!

Certo, vederlo mezzo pieno all’inizio della pandemia era più facile. Con il passare del tempo certamente è diventato sempre più difficile, ma non per questo abbiamo mollato.

“Utilizzare al meglio il tempo che si ha a disposizione” è quindi diventato il mantra.

Alla fine dei conti la realtà finisce sempre col fagocitarci, l’operatività ci schiaccia e, di conseguenza, il tempo per pensare è sempre poco. Il paradosso? Confesso che spesso, le occasioni in cui mi capita di riuscire a svuotare la mente e far entrare nuove idee mi si presentano quando sono in vacanza!

Non ho svuotato la cantina, non ho messo in ordine alfabetico i libri o pulito tra le mattonelle; piuttosto ho cercato di utilizzare il tempo a mia disposizione per cercare di approfondire, studiare, capire meglio la “nuova” realtà che ci circonda e le potenzialità ad essa correlate e di conseguenza fissare i nuovi obiettivi e definire le nuove priorità che sarebbero emerse dal cambiamento epocale che sta attraversando il nostro settore.

Sicuramente questa rivoluzione ci ha fatto capire con chiarezza come talvolta, avessimo perso il senso della misura. Va bene il bleisure, ma andare a Londra in giornata per una riunione forse era decisamente eccessivo.

Ok pandemia, te lo riconosciamo: da una parte ci hai sicuramente reso consapevoli che esiste un modo alternativo, più sostenibile, meno costoso per fare riunioni e prendere decisioni… E questa è una delle cose di cui faremo tesoro anche quando finalmente avrai tolto il disturbo. Ce la porteremo dietro assieme a tutti gli altri aspetti positivi che insieme a te ha portato l’adozione forzata del digitale: maggiore democratizzazione dei contenuti, poter raggiungere un pubblico più ampio, (specialmente quei paesi normalmente impossibilitati a partecipare a congressi internazionali), risparmio di costi, meno inquinamento e uno step-up del digitale di cui, diciamocelo, nella meeting industry c’era tanto bisogno.

Ok pandemia, abbiamo capito, promesso. Ma “anche basta” si può dire? Noi restiamo Destinazioni con la “D” maiuscola, luoghi da vivere “in the flesh”: e quando le persone torneranno a muoversi dobbiamo farci trovare più pronti che mai.

Nel MICE -lo sappiamo- il prodotto conta, ma non è tutto; e oggi è più vero che mai. Per quanto abbiamo la fortuna di rappresentare destinazioni che tutto il mondo ci invidia, alla ripartenza ritroveremo una competizione ancora più agguerrita e il nostro obiettivo dovrà necessariamente essere quello di trovarci sempre “one step ahead”, continuando a fare meglio quello che ci riesce meglio: aggregare, coordinare, fare alleanze. Il vantaggio che abbiamo serve per arrivare prima dei primi, non per prendersela comoda.

Quindi, dopo tanto studiare, ragionare e ricostruire, abbiamo individuato tre aspetti, tre nuove strategie su cui focalizzare il nostro operato:

 

ALLEANZE CON I DMC

Sono le destinazioni ad avere il polso di ciò che avviene in città. Vi sfido ad affermare altrimenti.

Molto spesso le nostre azioni sono il diretto risultato dei nostri rapporti quotidiani con le istituzioni locali: tramite la codifica e la comunicazione di tutte le novità e cambiamenti che avvengono in città, siamo in grado di fornire informazioni cruciali e di facile consultazione ai nostri interlocutori. Quando il MICE riaprirà i battenti, questo focus si dovrà necessariamente spostare su una meticolosa standardizzazione dei protocolli di sicurezza sanitaria e sulla coordinazione della comunicazione verso l’esterno, con l’obiettivo, FONDAMENTALE, di riguadagnare la fiducia dei viaggiatori.

La situazione è in continua (e rapida) evoluzione e, a complicare le cose, è diversa da regione a regione: proprio in questo contesto, essere sempre sintonizzati -tramite canali istituzionali – sulle ultime prescrizioni in tema di sicurezza sanitaria ci permetterebbe di diventare il naturale punto di riferimento per ogni DMC che vuole organizzare eventi in presenza in totale sicurezza, oltre che di consigliarli in maniera realistica sul tipo di evento che può essere organizzato in un determinato momento.

 

IL DIGITALE COME STRUMENTO DI BRAND POSITIONING

La modalità ibrida sarà sicuramente un’altra di quelle cose che ci porteremo dietro, in quanto è inconsapevolmente riuscita in quell’obiettivo che tanti operatori del settore perseguivano da anni: andare oltre il limite temporale dei pochi giorni di evento, a favore di un fil rouge continuativo tra un’edizione e l’altra, con contenuti pre e post virtuali coinvolgenti.

In attesa che l’evento in presenza torni “king”, dobbiamo sicuramente comprendere e cogliere questa opportunità soprattutto in chiave di Brand Positioning, che rimane decisamente il nostro più grande investimento nell’era del Covid: per una Destinazione, avere la possibilità di promuoversi all’interno di un evento virtuale o ibrido significa poter raggiungere potenzialmente un numero partecipanti e una serie di mercati precedentemente inaccessibili. Ci sarà uno shift, dunque, nella nostra platea: meno B2B, più B2C.

Per questo motivo sono fortemente convinta che sia finalmente giunta l’ora di adottare una strategia da sempre considerata innominabile da tutto il settore, ma che oggi più che mai può risultare efficace nell’aprire nuove opportunità di business, specialmente per quei Convention Bureau specializzati esclusivamente nel MICE: rendere MICE e Leisure complementari nelle attività di promozione.

Vi vedo che già preparate la legna per la pira, ma pensateci un attimo: durante gli eventi ibridi avremo in presenza anche qualche partecipante estero; “temerari” che non vogliono rinunciare alla ricchezza culturale e scientifica insita in ogni evento o congresso in presenza, a tal punto da affrontare comunque un viaggio internazionale, potenzialmente difficoltoso dal punto di vista burocratico e sanitario… Non è che magari, visto che si trovano, valuteranno l’opzione di trattenersi un po’ più a lungo per godersi il raro avvenimento? Come li invogliamo a farlo? Dobbiamo premiarli e gratificarli ampliando l’offerta delle città e del territorio creando nuove attività individuali inedite e allettanti.

 

LA PROMOZIONE DI UN NUOVO PRODOTTO

Ecco che quindi ci ritroviamo tra le mani la promozione di un nuovo prodotto che dobbiamo vivere come un’opportunità non solo verso la platea leisure, ma necessariamente da declinare verso il MICE, con la pianificazione di nuovi programmi esclusivi dedicati, per forza di cose rimodulati coerentemente ai tempi che stiamo vivendo, perché diciamocelo: per ancora per un po’ di tempo sarà difficile vedere centinaia di partecipanti seduti in un Auditorium.

Parole d’ordine quindi? Lusso (di viaggiare, soprattutto) ed esclusività: se ci pensate un attimo, l’Italia è una destinazione ideale per la promozione di prodotti con queste caratteristiche, ricca com’è di migliaia di piccoli ed esclusivi gioielli come boutique hotel, ville e musei privati, borghi esclusivi, etc…

Non solo: anche Small, outdoor, safety. Piccoli/micro gruppi hanno la caratteristica implicita di essere più sicuri da un punto di vista sanitario, sono più facili da gestire per quanto riguarda il rispetto dei protocolli di sicurezza e rappresentano un’occasione unica per le destinazioni per dare risalto a nuovi luoghi e suggerire nuove esperienze “off the beaten tracks” che possono portare -perché no? – anche a un ampliamento del proprio network tramite il coinvolgimento di nuovi partner locali.

In che modo, dunque, si ottiene tutto ciò? Torno sul punto fondamentale già affrontato sopra: destinazioni e DMC devono lavorare spalla a spalla, in questo caso alla creazione e alla promozione di queste nuove attività ed esperienze che devono ripagare il rischio e la spesa che comporta voler comunque viaggiare quando è possibile partecipare virtualmente. Parlo di quei programmi di altissima qualità che, purtroppo, per questioni logistiche o di budget del cliente difficilmente riusciamo a mettere in piedi gruppi troppo numerosi, ma che diventano soprendentemente perfetti per piccole delegazioni.

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