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A Chat in the Box: lunga vita ai ribelli!

Francesca Gino, autrice di successo e Professoressa di Business Administration alla Harvard Business School, ci spiega come ogni azienda di successo non possa fare a meno di quei ‘talenti ribelli’ che con tutte le loro contraddizioni, puntano sempre verso futuro e innovazione

Se ci pensate, la parola ‘ribelle’ viene quasi sempre usata con accezione negativa.

Ce li immaginiamo come problematici, polarizzanti, difficili da gestire: quei colleghi, amici o familiari che sembrano sempre voler complicare anche la più semplice delle decisioni. Spesso sono caotici e disorganizzati e sembrano divertirsi a fare da bastian contrario quando gli altri invece sono d’accordo su una qualsiasi decisione.

Se però guardiamo bene, sono spesso i ribelli, grazie alla loro visione eterodossa, la forza trainante di quell’umanità che lotta quotidianamente per migliorare il mondo in cui viviamo: invece di rimanere ancorati nelle acque tranquille della propria comfort zone o incasellati in una routine, i ribelli rifiutano categoricamente lo status quo. Sono veri e propri maestri dell’innovazione e del reinventarsi… E hanno un sacco da insegnarci!

Questa la sintesi del pensiero di Francesca Gino, autrice del pluripremiato “Rebel Talent – Why it pays to break the rules at work and in Life”, Professoressa presso la Harvard Business School e considerata tra i migliori accademici Under 40 al mondo; nostra ospite nell’ultimo episodio di ‘A Chat in the Box’.

La Gino sostiene che ‘il futuro è dei ribelli’ e che in ognuno di noi risiede un ribelle, più o meno sopito. Viviamo in tempi turbolenti e di grande incertezza; tempi in cui c’è una feroce competizione professionale; tempi in cui la propria reputazione spesso è appesa al filo dell’approvazione degli altri sui social media. In questo ambiente ‘darwinistico’, coltivare il talento dei ribelli è ciò che permette alle aziende di evolversi e di guidare la strada del cambiamento. Non solo -sostiene la Gino- la ‘ribellione’ porta con sé dei vantaggi che vanno oltre la vita lavorativa, contribuendo a una vita più consapevole e appagante.

Saremo senz’altro di parte, ma a noi la sua intervista è piaciuta da matti: guardare per credere!

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